Macché Becchi, per Napolitano un governo ci vuole

Posted on marzo 30, 2013

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Giorgio Napolitano

Giorgio Napolitano by Roberto Ferrari (CC-BY-SA-2.0), via Wikimedia Commons

Su Twitter in tanti dicono che Napolitano aveva ragione Paolo Becchi. Non mi pare sia vero. Vediamo perché.

Paolo Becchi, professore di filosofia del diritto vicino al Movimento 5 Stelle, aveva spiegato la sua linea ad esempio nel post Un Parlamento senza Governo su Byoblu, il blog di Claudio Messora:

mantenere l’attuale Governo Monti in prorogatio (ossia con limitatissimi poteri di ordinaria amministrazione, di disbrigo degli affari correnti), e concentrare tutta l’attività legislativa nel nuovo Parlamento, per almeno i prossimi 6-8 mesi.

Il discorso di Napolitano è ben diverso. Certo, il presidente della Repubblica ribadisce che il Governo Monti è ancora in carica:

Tuttavia, non può sfuggire agli italiani e all’opinione internazionale che un elemento di concreta certezza nell’attuale situazione del nostro paese è rappresentato dalla operatività del governo tuttora in carica, benché dimissionario e peraltro non sfiduciato dal Parlamento

Ma questo in realtà è un semplice dato di fatto. E se l’idea di Napolitano fosse quella di lasciare in carica il governo guidato da Mario Monti per “almeno i prossimi 6-8 mesi” a quale scopo formare “gruppi ristretti”? Non ce ne sarebbe motivo.

Il punto è che lo scopo della sua iniziativa è arrivare alla formazione di un nuovo governo, e lo dice piuttosto chiaramente in un paio di passaggi:

al fine di rendere possibile la costituzione di un valido governo in tempi che non si prolunghino insostenibilmente

sono giunto alla conclusione che, pur essendo ormai assai limitate le mie possibilità di ulteriore iniziativa sul tema della formazione del governo, posso fino all’ultimo giorno concorrere almeno a creare condizioni più favorevoli allo scopo di sbloccare una situazione politica irrigidita tra posizioni inconciliabili.

L’idea del Presidente della Repubblica in sostanza è questa: dimostrare che ci sono una serie di cose su cui c’è ampia convergenza delle forze politiche, nella speranza che in questo modo queste possano mettere da parte i veti incrociati e formare un governo che le faccia.

Aggiornamento del 1° aprile: oggi Becchi intervistato da Linkiesta dice “D’altronde non dico che si possa stare senza governo e non parlo di una prorogatio di un anno, ma di settimane.” Un tempo ben diverso rispetto ai “6-8 mesi” di cui parlava prima.

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Posted in: Politica