Se fossi Bersani

Posted on marzo 26, 2013

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Errani - Zoffoli - Panzavolta - Bersani 2011

Photo by Damiano Zoffoli (CC-BY-SA-2.0), via Wikimedia Commons

Domani l’incontro di Pier Luigi Bersani con la delegazione del Movimento 5 Stelle. Saranno sicuramente presenti i capigruppo alla Camera e al Senato Roberta Lombardi e Vito Crimi. Non si sa se sarà presente Beppe Grillo, ma sembrerebbe poco probabile.

L’incontro sarà in trasmesso in streaming. Ovviamente si tratta di una scelta del M5S (“trasparenza o controllo?” si chiede il Corriere), ma questo non vuol dire che Bersani non potrebbe – volendo – provare a sfruttare la cosa a suo vantaggio. Come? Con una mossa in “stile Grasso”, che parli non solo agli eletti, ma soprattutto agli elettori. Ovvero dovrebbe dire pubblicamente che se il problema per la fiducia è lui, è più che disposto a farsi da parte lasciando che sia qualcun altro a fare il presidente del consiglio (il piano C di Civati, in pratica). Chi? Bersani potrebbe proporre un nome teoricamente accettabile dai grillini, ma questi avrebbero gioco facile a dire che è inaccettabile per il fatto stesso di essere stato proposto da Bersani. E allora forse la cosa migliore da parte del segretario del Partito Democratico potrebbe essere chiedere ai rappresentanti del M5S che siano loro a proporre un nome.

Certo, i grillini potrebbero continuare a dire no ripetendo che loro governeranno solo se riceveranno un “mandato pieno dal presidente della Repubblica” (come scritto subito dopo le consultazioni). Certo, Bersani rischierebbe di andare a sbattere. Ma d’altronde quello che voleva fare Bersani era proprio andare al Senato e eventualmente andare a sbattere. Il problema principale non è farcela o meno: farcela sarebbe ottimo, certo, ma sarebbe un successo insperato. Gli andrebbe bene anche non farcela potendo dare la colpa a chi gli ha detto no, e in particolare al M5S. E dato che Napolitano non sembra intenzionato a dargli la possibilità di andare al Senato senza numeri certi, l’occasione migliore per andare a sbattere contro il M5S può essere proprio questa.

Naturalmente il problema non è solo il nome, ma anche il programma di governo: il PD è già andato incontro al M5S con gli “otto punti”, può forse discutere qualche altra cosa ma non può certo accettare in toto i “venti punti” dei grillini. Ma se il problema fosse solo questo non sarebbe certo insormontabile: dato che proprio i grillini lamentano la perdita della centralità del Parlamento a favore del Governo non dovrebbe essere difficile per Bersani proporre di avere un programma “di governo”, lasciando il resto all’autonoma iniziativa parlamentare.

Può darsi che parlare con gli eletti del M5S non serva a nulla, ma il punto è che con lo streaming Bersani non parlerebbe solo agli eletti, ma anche agli elettori. E se, come probabile, presto ricomincerà ufficialmente la campagna elettorale (che non ufficialmente non è mai finita) sarebbe un’occasione da non sprecare.

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Posted in: Politica